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giovedì 7 febbraio 2008

SEPARATI IN CASA (RASSEGNA STAMPA LOCALE DEL 7 FEBBRAIO)

Faccio riferimento ancora al mio post di ieri e illustro i temi trattati oggi dai quotidiani locali.
La Provincia in nessuno dei cinque titoli di vario formato presenti nelle due pagine dedicate al processo, la 4 e la 5, fa cenno alla questione delle presunte presenze all’interno della casa e, tantomeno, al famigerato terzo uomo. Gli articoli firmati da Anna Savini, Guglielmo De Vita, Stefano Ferrari e Paolo Moretti si imperniano soprattutto su due fatti: “Rosa si infuria e zittisce il vicino” (a dire il vero è accaduto il contrario) e: “Due rompiscatole, sempre a spiarci” riferito al commento poco lusinghiero di un testimone nei confronti degli imputati.
Una scelta precisa, quella del quotidiano di via Pasquale Paoli, che ha troncato sul nascere la questione del “terzo uomo” e quella delle “misteriose presenze” nella casa della strage alle 18.30 dell’11 dicembre. Non una disattenzione, sia chiaro, ma la semplice riproduzione di quanto emerso in aula, con qualche difficoltà, va detto, nell’esposizione da parte dei testi siriani.


Il Corriere di Como riempie le pagine 2 e 3 con l’udienza di ieri e i suoi retroscena.
Il primo titolo su un articolo di Dario Campione recita: “La difesa insiste: c’è il terzo uomo. È guerra sulla prova dei passi”. L’altro titolo principale, su un pezzo a firma Mauro Peverelli, dice: “Il vicino di casa di Rosa e Olindo: Raffaella era terrorizzata dai Romano”.
La tesi del terzo uomo è ben presente. Ciò non significa che quella tesi sia sposata dalla linea del Corriere di Como, sia chiaro. Semplicemente, il quotidiano di via Vittorio Emanuele ha ritenuto importante, nell’economia della giornata, dare spazio alla suggestiva ipotesi difensiva, che ha pari dignità, nel processo, di quella accusatoria.

Ma parlando della tesi difensiva si apre un’altra questione. Una questione fondamentale nel ragionamento interno a questo blog, di cui parlerò nel prossimo post.
Vi anticipo il titolo: qual è la tesi difensiva?

STRABISMO CONFERMATO (RASSEGNA STAMPA DEL 7 FEBBRAIO)

Scivola sempre più in basso il processo sulla strage di Erba nei principali quotidiani. E, come previsto, le notizie a cui i titoli hanno dato risalto oggi non solo sono diverse tra giornali nazionali e locali, ma, in alcuni casi, vanno in direzione diametralmente opposte.
Il Corriere della Sera sulle pagine nazionali si limita ad una breve dal titolo: “Qualcuno aspettava le vittime del massacro”, lasciando intendere che c’era gente (il famoso terzo uomo) nell’appartamento della strage. Per capire il perché di una simile scelta, vi rimando al post di ieri.
La Repubblica ignora il caso, saltando l’udienza di ieri a piè pari.
Veniamo al Giornale, che oltre a focalizzare il rapporto dei coniugi Romano nei confronti dei vicini: “Erba, in aula sfilano i vicini: Olindo terrorizzava Raffaella”, pone l’accento sulla presunta presenza all’interno della casa degli orrori a partire dalle 18.30 di quel tragico lunedì 11 dicembre 2006.
“Nella casa entrò qualcuno prima della strage” dice infatti l’altro titolo di pagina 16 del Giornale che, a firma Felice Manti, imputa questa rivelazione all’ormai noto “siriano”, ovvero l’inquilino dell’appartamento sotto i Castagna.
Ma qui è il caso di fare un paio di puntualizzazioni.
Primo: il siriano al termine dell’interrogatorio non ha affatto ammesso di essere certo che i rumori arrivassero proprio dall’appartamento della strage.
Secondo, nel corso del cosiddetto “esperimento giudiziale” i carabinieri gli hanno fatto rivivere quelle ore dell’11 dicembre, camminando sia nell’appartamento Castagna, sia in quello del vicino. Ebbene, il siriano non è stato in grado di capire da dove provenissero esattamente i rumori dei passi.
La difesa dei Romano ieri ha enfatizzato le incertezze che lo stesso siriano avrebbe mostrato nella sua esposizione, incertezze che, però, sono state più formali che sostanziali, legate, insomma, ai problemi di lingua e di traduzione.
Ciò non ha vietato di parlare insistentemente di questa “misteriosa” presenza.
Per concludere con i nazionali, Libero pone l’accento su “Rosa in gabbia litiga con i vicini di casa”, aggiungendo: “La strategia della difesa: un terzo uomo responsabile della strage”.
In fianco al pezzo firmato da Cristiana Lori spicca un fondo a cura di Carlo Taormina. L’avvocato della Franzoni firma un pezzo dal titolo eloquente: “In qualsiasi processo vince il più abile, non chi dice la verità”.

martedì 5 febbraio 2008

SUL LOCALE ANCORA SCELTE DIVERSE (RASSEGNA STAMPA DEL 5 FEBBRAIO)

I quotidiani locali, ovviamente, concedono maggior spazio alla vicenda. Ecco allora cosa hanno prodotto.

Corriere di Como: apertura di giornale con: “Youssef cercò di difendersi dalle belve”. I pezzi all’interno, pagine 2 e 3, sono a firma Dario Campione e Mauro Peverelli. Titoli interni: “Youssef tentò di difendersi, uno lo teneva l’altro lo uccise” ed “Ecco l’identikit degli assassini, per la Procura sono Rosa e Olindo”.
Campione non risparmia particolari ai lettori con un dettagliato articolo sulla relazione del medico legale. Termini forti, particolari su modalità e tempistiche. C’è la descrizione dell’aggressione completa, delle armi utilizzate e delle ferite inferte. C’è l’identikit dei due aggressori, puntualizzato con forza dal pm Massimo Astori. Nulla sul presunto assopimento di Olindo.
Nelle pagine si parla della lettera di Azouz e dele poche parole dette dal consulente della difesa Carlo Torre, noto per essere stato uno dei periti del delitto di Cogne.
Infine, un accenno alla testimonianza rivelatrice del desiderio di maternità di Raffaella Castagna.

La Provincia in prima pagina riporta una lunga lettera scritta da Giuseppe Castagna, fratello di Raffella, in cui lo stesso non si capacita della “insensibilità” mostrata dai presunti carnefici. Sempre in prima, un richiamo alla sonnolenza di Olindo.
All’interno (pagine 4 e 5) i titoli recitano: “Olindo sbadiglia poi si addormenta” e “Lui teneva il baimbo, lei lo colpiva”. Da notare che la Provincia già individua nei due coniugi gli aggressori, mentre il Corriere di Como resta sul generico.
I pezzi, firmati da Anna Savini, Guglielmo De Vita, Paolo Moretti e Stefano Ferrari, si fermano sempre quando la descrizione si fa troppo cruda. Lenti puntate sulle testimonianze, sulla lettera di Azouz, sulla figura di Frigerio e sulle ultime ore di una Raffaella Castagna serena, desiderosa di una seconda maternità. In più, la notizia di un’altra famiglia disposta ad ospitare Azouz e l’annuncio del suo avvocato di una nuova richiesta di domiciliari.
Anche sulla Provincia, ampio spazio all’identikit degli aggressori e alla descrizione delle armi utilizzate, temi salienti della strategia offensiva.

QUANDO IL SANGUE TRACIMA (RASSEGNA STAMPA DEL 5 FEBBRAIO)

La scorsa dei quotidiani oggi ha due obiettivi: evidenziare, come sempre, quali notizie siano state messe in risalto dalle varie testate e, credo ancor più importante ai fini della riflessione, in che modo gli orribili contenuti dell’udienza di ieri siano stati riportati. Nella relazione del medico legale illustrata in aula ieri è scorso parecchio sangue. Quanto ne è finito sulle pagine dei giornali?

Iniziamo dai nazionali.
Corriere della Sera (pagine nazionali) – La notizia non compare in prima pagina. A pagina 20 Il titolo si concentra sull’assopimento di Olindo durante la straziante descrizione della strage: “La strage ricostruita in aula e Olindo si addormenta”.
Il pezzo di Giusi Fasano è pulito, riporta qualche particolare molto duro, ma non scade nell’horror puro. Non dice nulla, però, circa l’identikit tracciato da Scola (medico legale) nell’ipotizzare i possibili aggressori. Un accenno alla lettera scritta da Azouz Marzouk e alla rivelazione di una collega di Raffaella che racconta del desiderio di una nuova maternità della povera ragazza.
Nelle pagine della Lombardia Claudio Del Frate si concentra sulla lettera scritta da Azouz Marzouk contro i due coniugi e sulla testimonianza dell’ex responsabile lavorativo di Olindo.

Repubblica – anche qui la notizia non è in prima. Il titolo di pagina 17 è: “Il piccolo Youssef lottò fino alla fine”. Emilio Randacio, in un pezzo pulito, racconta dell’orrore senza addentrarsi in particolari agghiaccianti, parla dell’assopimento di Olindo, delle armi utilizzate e del sopravvissuto Frigerio, scampato alla morte. Nulla sulle dimensioni dei due aggressori (uno più alto e uno decisamente più basso ndr) e poco altro sulle altre testimonianze.

Il Giornale – la notizia è in prima pagina e non si usano perifrasi: “In aula le foto choc di Youssef: così è stato sgozzato”. I pezzi all’interno, a pagina 15, firmati Gabriele Villa e Felice Manti, ricalcano il tono del titolo. Dettagli sul tipo di ferite, tempistiche delle agonie, modalità del massacro. In pratica, esattamente quanto detto in aula dal medico legale. Un accenno al torpore di Olindo e alle presunte incongruenze riscontrate dai difensori dei coniugi.

Libero – non c’è la notizia in prima. A pagina 17 il titolo si concentra sulle 18 coltellate inferte a Raffaella Castagna: “A Raffaella 18 coltellate da due mani diverse”. Il sottotitolo però riporta i verbi “sgozzate” e “scannato”. Contrariamente agli altri quotidiani, Cristiana Lodi parla dei coniugi che seguono con attenzione la relazione del medico legale, “concentrati e a tratti rapiti, come se fossero al cinema”. Libero poi riprende la questione del cosiddetto “Codice di Olindo”: un insieme di simboli vergati in carcere dallo stesso Olindo su una Bibbia, poi sequestrata. La difesa avrebbe commissionato un incarico al consulente Oscar Candian perché lo decifri. La domanda, però, sorge spontanea: non facevano prima a chiedere a Olindo, che è loro assistito, cosa significano ‘sti simboli?

giovedì 31 gennaio 2008

A DESTRA, PIACE DI PIU' (IL PROCESSO) - RASSEGNA STAMPA NAZIONALE DEL 31/1/08

Tra i quotidiani nazionali, come detto, la notizia è quasi scomparsa dalle prime pagine.
Quasi perchè non c'è traccia né su Corriere della Sera, né su Repubblica, ma resiste strenuamente su Libero e sul Giornale. Vediamo.

Il Corriere della Sera, che, lo ricordiamo, in provincia ospita il Corriere di Como, non lascia in prima pagina nemmeno un francobollo che parli del processo.
Però ne parla sia nella parte nazionale, mezza pagina di Giusi Fasano, e in quella della Lombardia, a pagina 13, con servizi a firma Claudio Del Frate e Marcello Parilli.
Nel nazionale anche la Fasano dà risalto all’esternazione di Olindo, nei termini riportati dalla Provincia. Del Frate, invece, spariglia le carte e punta sul personaggio di Luisa Bordeaux, legale di Rosa Bazzi. Eloquente il titolo: “Donna e avvocato, la star del processo”.

Anche sulla Repubblica il processo scompare dalla prima pagina.
Lo ritroviamo con l’intera pagina 17. Pezzo di cronaca pura firmato Emilio Randacio, che sottolinea le proteste degli imputati “trattati come bestie in gabbia” e punta sull’orrore delle prime testimonianze: "Così scoprii i corpi nella casa dell'orrore".
Poi un lungo racconto di Pino Corrias, autore tra l’altro, del libro “Vicini da morire” che li è valsa la convocazione a testimoniare per la pubblica accusa.
Quello di Corrias è un racconto che sconfina nell’analisi e mette a nudo i due imputati. Due figure imperscrutabili, su cui Corrias cerca di fare un po’ di luce.

Libero ha la notizia in prima, a fondo pagina. Da lì parte un ragionamento, sviluppato poi a pagina 17 da Vincenzo Vitale sul “Dovere della difesa, più forte anche della verità”, riferendosi, ovviamente ai legali dei coniugi.
E ancora, sempre all’interno, spazio alle testimonianze choc e al bel sorriso dell’avocato Luisa Bordeaux che, per il semplice fatto di non essere una brutta donna, è già una star.

Terminiamo con il Giornale.
Anche qui, piccolo spazio, ma notizia ancora in prima pagina. È Daniele Abbiati a tracciare un ritratto di Rosa Bazzi. Eloquente il titolo: “Rosa di Erba. L’amore nero della moglie di Olindo”.
Nelle pagine interne (12 e 13) taglio molto televisivo nei titoli:
“Ecco la coppia dimenticata dalle tv. I figli di Frigerio: Nessun perdono” e poi: "Erba, al processo il film dell’orrore”, con pezzi rispettivamente di Gabriele Villa e Felice Manti.
Tornando al ritratto dalla prima, colpisce il sommarietto all’interno che recita testualmente riferendosi a Rosa: “E’ lei a tenere in mano Olindo, gli ordina cosa fare e lo sorveglia. Lei, quasi analfabeta, diventa sacerdotessa e musa ispiratrice”.

OGNUNO DICE LA SUA. (RASSEGNA STAMPA LOCALE DEL 31/01/08)

Secondo giorno di processo: dalle prime pagine nazionali la notizia è quasi sparita. Eppure, volendo guardare, l’udienza di ieri, con le prime testimonianze, è stata più pregnante di quella del giorno prima. Ma, si sa, gli italiani si stufano presto delle cose. Figuriamoci dei processi.

Vediamo inizialmente quale spazio è stato dedicato dai quotidiani locali alla notizia e cosa è stato scritto.

Il Corriere di Como apre il giornale con il titolo: “La difesa, un’altra persona sulla scena del delitto” e spiega: “Gli avvocati dei Romano insistono su una misteriosa impronta di scarpa”.
All’interno due pagine ancora dedicate all’udienza con Dario Campione che pone l’accento sulla figura di un cittadino extracomunitario, forse siriano, emersa dalle testimonianze dei primi soccorritori. Il siriano, curioso che nessuno si preoccupi di assegnargli un nome, sarebbe poi colui che abitava al pian terreno della casa dell’orrore. Colui che prestò a Glauco Bartesaghi (altro condomino soccorritore) il proprio cellulare per chiamare i pompieri e che non è mai stato nemmeno indagato dalla Procura. Eppure, per la difesa, e Campione ne dà notizia, la sua presenza rappresentò qualcosa di “strano”. Qualcosa che merita un approfondimento.
Nulla scrive, invece, il Corriere di Como circa le prime reazioni verbali che Olindo e Rosa hanno opposto all’assalto mediatico, lamentandosi per essere “trattati come mostri”.

Prima pagina anche per La Provincia che all’interno dedica all’udienza di ieri ben 4 pagine.
Il titolo verte proprio sull’esclamazione di Olindo Romano.
“Parla Olindo: non siamo mostri”, recita il titolo principale.
E Poi: “Dai primi testimoni una rivelazione: quando siamo arrivati, la moglie di Frigerio era ancora viva”.
Paolo Moretti e Stefano Ferrari, totalmente immersi nell’udienza e nei suoi “derivati” raccontano dello sfogo di Olindo, attraverso la testimonianza di uno dei suoi legali, Enzo Pacia, e danno ampio spazio alla drammatica ricostruzione fornita in aula da Glauco Bartesaghi, l’inquilino pompiere che trascinò fuori dal rogo-mattatoio Mario Frigerio e Raffaella Castagna, riuscendo a salvare il primo.
Al presunto terzo uomo, a cui il Corriere di Como ha dato rilievo, La Provincia non sembra voler dare grande peso.

mercoledì 30 gennaio 2008

AVVOCATI GIORNALISTI

Ho chiesto ai difensori delle varie parti di indicare quale, secondo loro, sarebbe stato il titolo ideale di prima pagina sui quotidiani dopo l'udienza di ieri.
Ecco cosa mi hanno risposto:

Tropenscovino e Panzeri (parte civile Azouz e famiglia Marzouk):
"Raffica di eccezioni respinte. Primo round ad accusa e parti civili".

Tagliabue (parte civile famiglia Castagna):
"Parte il processo, orribile assalto mediatico alla gabbia dei coniugi".

Gabrielli (parte civile famiglia Frigerio):
"Olindo e Rosa, sconfitta la loro difesa. Si annuncia una Caporetto".

Pacia (difensore Olindo e Rosa):
"Squadre appena entrate in campo. zero a zero ma si aspettano sorprese".

Schembri (difensore Olindo Romano):
"Via al processo. Difesa molto combattiva".

Bordeaux (difensore di Rosa Bazzi):
"Processo al via, la difesa si presenta: chiamati 150 testi".

DICONO DI LORO

Rapida rassegna stampa sulla prima udienza (martedì 29 gennaio) con i principali titoli delle prime pagine.

Quotidiani locali:
Corriere di Como: "Processo di Erba, subito scontro tra accusa e difesa".
La Provincia: "Nuova prova contro Olindo e Rosa".
Quotidiani nazionali:
Corriere della Sera: "Olindo e Rosa in gabbia mano nella mano".
La Repubblica: "Folla al processo, Rosa e Olindo mano nella mano".
Libero: "Non facciamoci commuovere dalle carezze di Rosa e Olindo".

L'unico giornale ad avere dato una notizia vera e propria è stato "La Provincia", al cui interno il pezzo a firma Paolo Moretti parla di una possibile nuova prova che inchioderebbe Olindo Romano:"Un'impronta trovata sul corpicino del povero Youssef che sarebbe perfettamente compatibile con la mano di Olindo".
Questo sarebbe un elemento aggiuntivo rispetto a quanto appreso fin'ora dall'inchiesta. Elemento però non esplicitato ieri dal Piemme Massimo Astori che si è limitato a parlare della "firma" lasciata dai due imputati sulla terribile strage".
Nei prossimi giorni avremo eventuale conferma della notizia data da Moretti.
I quotidiani nazionali si sono soffermati soprattutto sulle tenerezze scambiate tra Olindo e Rosa con foto e articoli.
Tenerezze ben definite da Natalia Aspesi come "leziose e stanche", messe in scena dalla coppia in "assoluta, demente, futilità".