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martedì 25 novembre 2008

LE PROVE D'ACCUSA IN SINTESI

Diego mi chiede di elencare quali siano gli indizi che il piemme Massimo Astori ha messo sul piatto nel chiedere l'ergastolo per i due imputati Rosa Bazzi e Olindo Romano.
Provo a sintetizzarli:

- le confessioni dei due, reiterate, registrate in video, scritte di proprio pugno (la Bibbia di Olindo) convergenti, dettagliate, con ampi riscontri in quanto trovato sulla scena del crimine e in quanto ricostruito dalle analisi medico-legali. Alcuni particolari erano conosciuti, al tempo delle confessioni, soltanto dagli inquirenti e da chi ha confessato. 

- la macchia di sangue di Valeria Cherubini, sporcata da quello di Mario Frigerio, trovata sul battitacco della loro Seat Arosa

- il riconoscimento visivo da parte di Mario Frigerio, scampato alla strage e testimone in aula.
riconoscimento confermato in udienza

- la perfetta adesione della ricostruzione fatta dall'accusa, rispetto a quanto confessato e rispetto all'unica ipotesi percorribile. In pratica, non potrebbero essere stati che loro.

- Olindo e Rosa avevano il movente dell'odio atavico per Raffaella Castagna e la sua famiglia

- non può essere stata opera di rapinatori. Nessuno ha rapinato nulla e non si vede perchè i rapinatori avrebbero dovuto incendiare la casa. Ipotetici rapinatori non avrebbero avuto necessità di uccidere Valeria Cherubini e tentare di uccidere Mario Frigerio

- non può essere stato un commando per una ritorsione su Azouz, sempre per il motivo che non ci sarebbe stato bisogno di aggredire i Frigerio

- nessuno è stato visto allontanarsi dalla corte di via Diaz impregnato di sangue. Solo Olindo e Rosa avevano a 15 metri un posto dove svestirsi e lasciare tutto su un tappeto

- nessuno avrebbe potuto scappare dai tetti. I lucernari erano chiusi, non c'erano sedie sotto e sono a una certa altezza. Nessuna traccia sul tetto, nessun segno.

- nessuno avrebbe potuto saltare dal terrazzino di Raffaella Castagna, perchè l'accesso al terrazzino è stato trovato chiuso e perchè per calarsi da una grondaia a circa tre metri e mezzo di altezza avrebbe lasciato tracce di sangue. Idem se fosse saltato dal terrazzino

In sintesi, le motivazioni del piemme Astori sono state queste. 
Se a qualcuno viene in mente qualcos'altro, lo aggiunga pure nei commenti, io aggiornerò il post.
Spero di essere stato chiaro.

martedì 18 novembre 2008

ERGASTOLO = FINE PENA, MAI.

Ok, ok... ci soooonoooo.
Allora, come direbbe il Presidente della Corte d'Assise Alessandro Bianchi, dove eravamo rimasti?
Eravamo alla ricusazione e alla remissione da parte del collegio difensivo.
Per chi si fosse perso qualche puntata, respinte entrambe.
Detto ciò. Il processo è ripreso con la requisitoria del Pubblico ministero, Massimo Astori.
Nei prossimi giorni metterò on line versione integrale.
Posso anticipare, per chi non l'avesse letta altrove, che è di una completezza imbarazzante e rimette in fila una serie di prove che, lungo il dibattimento, erano finite in zone d'ombra. 
Ma di ombra, lì, in quella requisitoria, non c'è traccia. 
Astori ha chiesto ergastolo per entrambi i coniugi oltre a tre anni di totale isolamento.
Visto le dinamiche di coppia tra i due, probabilmente il colpo mortale.
Ergastolo = fine pena, mai.
Domani tocca alle parti civili. Anche Olindo sembra debba fare dichiarazioni spontanee.
Poi, lunedì prossimo, inizieranno le arringhe dei difensori.
Che dire del piano mediatico? Nulla, nel senso che è tutto come prima. 
Gran caos, gran battage su tutte le reti e tutti i giornali, compreso quello in cui lavoro io.
Ma l'impressione è che la gente, il pubblico pagante, sia un po' stufo di tutto ciò.
E, in verità, un po' stufo lo sono anch'io. 
Manca poco, dai, e vi porteremo fuori da 'sto inferno.

martedì 12 febbraio 2008

IL MODELLO ASTORI

Definirlo processo digitale è riduttivo.
Il sistema messo in piedi dal piemme Massimo Astori e dai suoi consulenti nell’aula della Corte di Assise di Como è in grado, per la prima volta, di mostrare ogni singolo passaggio del dibattimento a tutte le parti e al pubblico.
Non era mai avvenuto nel Tribunale di Como che documenti integrali, relazioni, verbali, lettere, querele, fotografie, planimetrie, ricostruzioni grafiche e ogni atto contenuto nel fascicolo del processo fossero mostrati, passaggio per passaggio, a tutti.
Si parla di una lettera? Tutti possono leggerne in tempo reale il contenuto. Si parla di un immobile? Eccone fotografie, piante e riproduzioni. Si parla della scena del delitto? Sui grandi plasma installati scorrono le immagini, con l’accortezza di oscurare i monitor del pubblico nel caso i contenuti siano troppo crudi.
A beneficio degli stessi difensori degli imputati e degli avvocati di parte civile, oltre che, ovviamente, della Corte, Astori ha riprodotto ogni singolo atto su supporto digitale in modo da poterlo utilizzare con i computer di cui dispone e di poterlo trasmettere in video all’occorrenza.

Mai un processo aveva rispettato a tal modo la sua caratteristica di pubblicità.
La preparazione del processo da parte della pubblica accusa è stata lunga e complessa.
Mesi di catalogazione delle prove, di scannerizzazioni ed elaborazioni informatiche del materiale di inchiesta.
Tutto è stato ordinato secondo l’ordine cronologico del dibattimento e tutto, una volta conclusi i vari interventi, potrà essere recuperato con precisione e velocità estreme.
E qui sta il grande valore del lavoro fatto da Astori.

Non solo gli atti risultano estremamente fruibili nel corso del dibattimento, ma, una volta giunti in dirittura d’arrivo, l’aver digitalizzato ogni passaggio risulterà di enorme utilità alle fasi conclusive del processo. Ogni testimone è, in pratica, archiviato in una sorta di “cartella elettronica”, e alla sua deposizione restano allegati i documenti ad essa relativi (foto, planimetrie, verbali, dichiarazioni, ecc…).

Insomma, per la prima volta, possiamo parlare di un processo totalmente informatizzato, in cui le semplici trascrizioni delle testimonianze vanno a completare un impianto completo in ogni sua parte e di grande efficienza.
Non sappiamo se il modello studiato da Massimo Astori sarà riprodotto e utilizzato anche in altre occasioni. Un fatto è certo: nell’era della cosiddetta “giustizia lumaca”, il metodo Astori è sicuramente in grado d ottimizzare risorse e tempi che, nell’economia del processo, diventano fattori fondamentali.
Scusate se è poco.

martedì 29 gennaio 2008

UN DILUVIO DI ECCEZIONI (GIA' VISTE E RIGETTATE)

Una pioggia, anzi, un diluvio di eccezioni si è abbattuto sul processo.
Due dei tre difensori dei coniugi Romano hanno aperto il dibattimento contestando alcuni passaggi formali e sostanziali in fase di indagini preliminari.
Andiamo con ordine in estrema sintesi.



Avvocato Fabio Schembri per Olindo Romano:
“Violati palesemente i diritti difensivi. Ai due imputati è stato, senza motivo, impedito di parlare con il loro difensore nei momenti più delicati. Gli interrogatori del 10 gennaio di Olindo Romano (quelli contenenti la prima confessione di Olindo) debbono essere annullati".

Avvocato Luisa Bordeaux per Rosa Bazzi:
"Pare improbabile che il difensore dei coniugi potesse essere presente a due interrigatori contemporaneamente. Il verbale sintetico non risulta conforme alle trascrizioni. Non sappiamo esattamente cosa accade da quando iniziò l’interrogatorio a quando finì".

"La sera del 26, i Romano, già indagati, vengono portati da una pattuglia a rifare il percorso Erba Como per verificare la tempistica del loro alibi dell’11 dicembre. Mentre i due sono in centro città con alcuni militari, la loro automobile, una Seat Arosa, viene ispezionata e visionata. Nel corso di tutte queste operazioni il difensore non viene avvisato, malgrado lo status di indagati".



Replica del Pm Massimo Astori:
“Molte delle eccezioni erano già state rigettate in sede di Udienza preliminare. Eccezioni che giudico strumentali per raffigurare scenari inquietanti e non chiari. Già il Giudice dell’udienza preliminare aveva chiarito che i colloqui tra indagati e loro legale erano stati concessi. Non c’è chiarezza nelle verbalizzazioni? Allora, acquisiamo i verbali degli interrogatori! Ascoltiamoli in aula! Sugli accertamenti dei carabinieri del 26 dicembre, non era richiesta, nè dovuta la presenza della difesa. Per questa serie di motivazioni, si chiede che la Corte d’Assise respinga ogni eccezione presentata".




Decisione della Corte d'Assise:


La Corte d’Assise respinge tutte eccezioni.
Sulla nullità degli interrogatori: non risulta alcuna richiesta da perte degli imputati di avere un difensore e venne consentito loro il dialogo con il difensore. Eccezione infondata nel merito e comunque tardiva.

Sulle tempistiche degli interrogatori del 10 gennaio: non c’è stata sovrapposizione di tempi tale da rendere impossibile la presenza del legale ai due interrogatori. Eccezione respinta perchè infondata.


Sulla nullità dei rilievi sull’auto: questi non prevedono la presenza del difensore. I rilievi tecnici compiuti su delega dei Pm non rientrano nella fattispecie per cui è necessaria la presenza della difesa.